Poche cose sono cambiate nella situazione economica dall’arrivo dei Croati sull’isola nel XV secolo, quando gli abitanti di Bol sono scesi sulla costa.
Da allora è iniziata la pesca e, in generale, le attività collegate al mare. Oltre a questo, l’agricoltura ha guadagnato spazio rispetto all’allevamento del bestiame. L’agricoltura, le attività marittime e la pesca diventano le principali fonti di sussistenza. Solo all’inizio del XX secolo e, in particolare, nella seconda metà, gradualmente sono state abbandonate le attività tradizionali e il loro posto è stato preso dal turismo.

fillossera. Le conseguenze furono fatali: l’emigrazione.Pesca
Bol, insieme a Milna, era il paese più sviluppato nel settore della pesca dell’isola di Brazza. Un terzo dei suoi abitanti viveva di pesca. Prima della seconda guerra mondiale Bol aveva 13 “compagnie” ( piccoli gruppi di pescatori ) dediti alla pesca estiva del pesce azzurro. Nel corso di una stagione venivano pescate circa 200 tonnellate di pesce azzurro che veniva conservato sotto sale. Oggi nessuno vive più solo di pesca; questa è in genere un’attività complementare. Gli abitanti di Bol hanno dato un grosso contributo alla promozione della pesca in Europa. L’attuale sistema di pesca del tonno in Adriatico ed in Europa ha preso l’avvio nel 1929 quando ha iniziato a navigare il primo peschereccio ( “Progresso“ ) di Bol per la pesca dei tonni, sotto la guida di Antun Viličić, in collaborazione con i compagni pescatori Antun Pešutić e Vicko Brešković, tutti di Bol.

Attività marinara
La stagione d’oro dell’attività marinara a Bol fu la seconda metà del XVIII secolo. Brazza già in quel periodo era il terzo centro marittimo dell’Adriatico croato, dopo Boka e Lošinj e il principale porto a Brazza era Bol. Attorno la 1800 Bol aveva 15 navi brevettate ( in quel periodo Spalato non ne aveva alcuna di questo genere ). Alla fine del XVII secolo a Bol operava un cantiere navale.
A Bol è stato sempre sviluppato anche il commercio, l’artigianato e, più di recente, il turismo.